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Educare al rispetto






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          Il rispetto dà valore                                                              Pedagogista, Dirigente scolastico
                                                                                              in comando presso il Ministero
                                                                                              dell’Istruzione e del Merito, già
                                                                                             componente della Commissione
                                                                                                      nazionale zerosei
          alla persona







                                                   Il rispetto e la fiducia
          Nell’attribuzione degli incarichi giornalieri Aron è stato nominato cameriere. Alle undici la maestra gli ricorda che è ora
          di apparecchiare la tavola. Aron sta giocando e interrompere l’attività gli secca, perciò piagnucola: “Oggi non posso ap-
          parecchiare, perché mi fa male la pancia”.
          La maestra si siede accanto a lui e, abbracciandolo, gli sussurra: “Lo so che non è vero che stai poco bene e che, in re-
          altà, ti dispiace interrompere il gioco perché ti stai divertendo. Apparecchiare, però, è importante per tutti noi: se quando
          arriva il carrello con il pranzo la tavola non è pronta, nessuno dei tuoi compagni potrà mangiare. Se dici cose non vere,
          gli altri non ti crederanno neppure quando dirai la verità. Se sei sincero, magari puoi chiedere a un compagno di aiutarti,
          così il lavoro sarà più divertente e veloce e potrai tornare prima a giocare”.
          Aron resta in silenzio qualche minuto, poi si alza, va vicino a Pier e gli chiede: “Puoi aiutarmi ad apparecchiare, così
          dopo facciamo una gara con le macchinine?”.
          Tra Aron e la maestra si è realizzato uno scambio comunicativo importante: Aron si è sentito visto, compreso, accolto
          nelle proprie emozioni e, al tempo stesso, la delicatezza del riscontro gli ha suggerito una soluzione “onorevole” e gli ha
          ricordato l’importanza dell’impegno e dell’onestà. Aron ha vissuto il rispetto da parte della maestra e ha messo in atto
          il medesimo rispetto verso i compagni decidendo di assolvere al suo dovere.





             IL RISPETTO SI IMPARA FIN       intorno ai sette anni; tuttavia le basi   cosa per lui, perché la sua attenzione
          DA PICCOLI                         si costruiscono fin dai primi anni.   e le sue energie sono interamente
          La frequenza della scuola dell’infan-  È un percorso delicato, nel quale   focalizzate sul soddisfacimento del
          zia offre ai bambini le prime occa-  l’adulto può accompagnare con     proprio bisogno.
          sioni di socializzazione e di intera-  dolcezza il bambino verso il pro-  Alcuni comportamenti legati al ri-
          zione con l’altro da sé, sia con adulti   gressivo decentramento cognitivo   spetto, poi, dipendono dalla cultura
          diversi dai familiari sia con i pari.   e affettivo. Non è facile per il bam-  di appartenenza e non sono sempre
          Questi scambi sono fondamentali    bino comprendere perché il com-     di immediata comprensione per i
          per accompagnare il bambino a su-  pagno vuole il giocattolo che sta   più piccoli: perché si deve salutare
          perare gradualmente l’egocentrismo   utilizzando lui o che, se vuole il   quando ci si incontra? Perché non si
          tipico dell’infanzia e riconoscere che,   giocattolo del compagno, non può   inizia a mangiare finché tutti i com-
          oltre a lui, esistono altre persone con   prenderlo con la forza, perché, con-  mensali non sono serviti? Perché non
          pensieri, emozioni, bisogni e desideri   centrato sul proprio desiderio, non   sta bene fissare le persone? Perché
          propri, che meritano attenzione e ri-  ha la maturità cognitiva per conside-  non si può dire ad alta voce tutto ciò
          spetto. Si tratta di una conquista che,   rare che gli altri possono avere i suoi   che si pensa?
          secondo Piaget , avviene più avanti,   stessi desideri.                Il bambino va affiancato nel processo
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                                             Non è immediato per il bambino      di acquisizione della consapevolezza
                                             comprendere perché deve chiedere    che i propri comportamenti possono
          1.  Piaget J. (1967), Lo sviluppo mentale del   qualcosa “per favore” e deve ringra-  ferire l’altro o, viceversa, farlo sen-
            bambino e altri studi di psicologia, Einaudi,
            Torino.                          ziare quando qualcun altro fa qual-  tire bene.


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